Con un momento di preghiera e di raccoglimento per le vittime degli attentati di New York e Washington si è aperto ieri pomeriggio a Sarajevo un convegno sul tema “Cristiani e musulmani in Europa: responsabilità e impegno religioso in una società pluralistica”. L’evento è organizzato congiuntamente dal Consiglio delle Conferenze episcopali delle Chiese europee (Ccee) e dalla Conferenza delle Chiese europee (Kek) e sta riunendo un centinaio di partecipanti in rappresentanza dell’Islam europeo e delle chiese e comunità cristiane del continente. “Gli occhi del mondo – ha detto il metropolita Jérémie, presidente della Conferenza delle chiese europee (Kek) – sono fissati in questo momento sugli Stati Uniti. Siamo noi, uomini religiosi, capaci di dare una testimonianza di pace e di riconciliazione? E siamo capaci di portare questa testimonianza al mondo? Siamo qui anche perché vogliamo continuare questo impegno di dialogo. Le chiese cristiane e l’Islam lo hanno dimostrato più volte. Insieme, dunque, chiediamo perché l’unico Dio ci dia la forza di proseguire su questa strada. E’ una risposta che il mondo ci chiede”. “Ci sono nella storia – ha aggiunto il metropolita – momenti difficili che chiedono alle religioni un impegno forte per la pace e la riconciliazione. Ecco la nostra missione: lanciare da Sarajevo un messaggio di speranza al mondo”. “In nome di Dio – ha aggiunto mons. Josip Bozanic, vice-presidente del Ccee – si può anche arrivare ad uccidere. Non deve accadere più”. La ricerca del dialogo, la comprensione reciproca, la riscoperta delle ricchezze altrui: su questi fronti è chiesto oggi l’impegno delle religioni. “L’incontro di Sarajevo . ha concluso il vescovo – vuole essere un segno di speranza. La speranza di una convivenza dei popoli possibile” (segue)