Suor Maria Teresa della Resurrezione è la prima donna eremita nella città di Padova. 45 anni, una vita normale alle spalle, un lavoro statale, Maria Teresa ha scelto la professione temporanea di vita eremitica, consacrandosi l’8 settembre scorso, nei voti di povertà, castità e obbedienza, nelle mani del vescovo mons. Antonio Mattiazzo. La professione temporanea – dura cioè tre anni, al termine dei quali ci può essere la scelta definitiva – è avvenuta ad un anno di distanza da quella fatta da padre Domenico Maria Fabbian, l’eremita di città. Suor Maria Teresa seguirà una regola di vita che, pur permettendo il lavoro quotidiano per il mantenimento, prevede alcune norme: vestire sobrio, rientro serale, un giorno settimanale di deserto, visita alla madre una sola volta al mese, eucarestia quotidiana, recita della Liturgia delle Ore, sveglia alle 4 di mattina, alcune ore al giorno dedicate alla Lectio divina, a letture formative e spirituali. Nella professione suor Maria Teresa ha chiesto “di essere consacrata eremita per vivere nella solitudine, nella penitenza e nella preghiera, dedicando la vita alla lode di Dio, al servizio della Chiesa e alla salvezza del mondo”. Una scelta fatta “nella gioia e nella consapevolezza di raggungere così una forma piena di realizzazione di sé e di libertà”. Il vescovo di Padova ha sottolineato l’importanza di un evento così radicale e controcorrente nella società moderna. “La scelta di Maria Teresa – ha sottolineato mons. Mattiazzo – è un segno importante per le tante persone che nella nostra città sono costrette alla solitudine abitativa e degli affetti, causa di sofferenza; la sua scelta dice che questa solitudine può diventare opportunità per scoprire la presenza ineffabile di Dio, per ascoltare la sua Parola, per godere del suo conforto”. La vita eremitica, secondo il nuovo Codice di diritto canonico del 1983, è oggi possibile anche al di fuori degli istituti di vita consacrata. ” “” “