COSENZA, MONS. GIUSEPPE AGOSTINO: “LA PREGHIERA VERA ARMA DI PACE”

“Il triste accanimento terroristico contro gli Stati Uniti ci trova cristianamente attenti alla vicenda, per la quale, oltre le indagini politico-diplomatico-militari, c’è bisogno di molta preghiera”. Sono le parole, con cui, ieri, mons. Giuseppe Agostino, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, ha voluto ricordare, durante la celebrazione eucaristica, le vittime della violenza negli Stati Uniti. “La preghiera – ha detto l’arcivescovo – non è porsi inermi di fronte alla storia, ma è una vera arma di pace e verità, che ci permette di guardare in Dio sia le vittime di questo orrendo crimine contro l’umanità e la civiltà sia i mandanti dell’atto criminoso”. Nel corso della stessa celebrazione, mons. Agostino ha concluso il convegno diocesano, ricordando ai fedeli della diocesi “il dovere della santità nella Chiesa e la necessità di annunciare la Parola, scommettendo sulla carità”. “La santità – ha spiegato il presule – è il sogno dell’innocenza, che c’è in noi, è la fatica della pace, e l’anelito dell’armonia sociale”. Per questo, “se c’è disagio nella pastorale, la ragione è la crisi di santità”. Da qui, dunque, l’importanza “di attivare – ha suggerito – nelle comunità parrocchiali scuole di preghiera, cioè itinerari educativi alla santità”. Solo così “potremo finalmente entrare nella Parola di Dio, uscendo dai devozionismi e sentimentalismi religiosi”. Tutto ciò “ci aiuterà – ha affermato – a non essere più spreconi nelle feste e a inventare nuove forme di servizio come creazione d’amore là dove c’è la solitudine dell’abbandono”. Perché “è ormai giunta – ha concluso mons. Giuseppe Agostino – l’ora di una nuova fantasia della carità che si dispieghi non tanto nell’efficacia dei soccorsi prestati ma nella capacità di condividere fraternamente le sofferenze altrui”.