L’Argentina sta attraversando in questi ultimi mesi una fase di profonda crisi economica e finanziaria. Neanche l’aver fissato la parità tra il dollaro e il peso argentino è servito a stabilizzare l’economia. “La conseguenza principale di questa situazione – spiega Patricia Tancredi, portavoce della Caritas argentina – è l’aumento vertiginoso dei disoccupati, giunti al 15% della popolazione. Unita all’aumento delle famiglie che si trovano sotto la soglia di povertà: secondo alcuni dati sarebbero almeno ottomila ogni giorno gli argentini che scendono sotto questa la soglia. Attualmente sono oltre cinque milioni su una popolazione di circa 36 milioni di abitanti”.” “Per far fronte a questa situazione, prosegue la portavoce della Caritas argentina che abbiamo incontrato a Friburgo durante il convegno dell’Ucip (Unione cattolica internazionale della stampa, “i vescovi argentini sono intervenuti più di una volta dando delle indicazioni di ordine morale e pastorale. Nell’ultimo documento dedicato al problema della crisi economica i vescovi argentini affermano che ‘oggi la patria richiede uno sforzo inedito’. L’episcopato fa appello a tutte le forze sane dell’Argentina per uscire da questa situazione: chiede alle forze politiche di porre fine alla corruzione; ai poteri economici e finanziari di preoccuparsi del bene comune e non più solo dell’interesse personale; al mondo della cultura di promuovere i valori della solidarietà e della convivenza; alla famiglia perché si stringa intorno ai più deboli. Dobbiamo far fronte tutti insieme, scrivono i vescovi argentini, alle ‘conseguenze negative del processo di globalizzazione'”. La Caritas argentina nel corso dell’ultimo anno ha raccolto due milioni e seicentomila pesos (quasi 5 miliardi e mezzo di lire, ndr.) con i quali ha finanziato interventi di assistenza e solidarietà per arginare le nuove povertà. ” “