ATTENTATI USA: APPELLO COMECE ALL’UE, “GIUSTIZIA NON VENDETTA”

Un “triplice appello per la giustizia, la responsabilità e la conversione dei cuori e delle menti” è stato lanciato ai leader dell’Unione europea dalla Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea (Comece), al termine di un incontro che si è svolto lunedì 17 settembre a Bruxelles. “Come vescovi – si legge nell’appello – siamo sotto la croce di chi soffre e dispera”. “Nessuno – aggiunge la Comece – dovrebbe invocare la religione o la fede per giustificare gli attacchi negli Stati Uniti. Coloro che perpetrano, difendono o giustificano la distruzione della vita umana non possono dire di agire nel nome di Dio. Non c’è nessuna giustificazione alla violenza e alla distruzione; non c’è nessun fondamento teologico al terrorismo, né nella fede cristiana, ebraica o musulmana. Noi condanniamo questi atti”. A questo punto, i vescovi europei lanciano ai leader politici dell’Ue un appello alla giustizia. “Tutti i responsabili degli attacchi – scrivono – devono essere identificati e puniti”. Tuttavia – aggiungono i vescovi – “l’uso massiccio della forza non è una risposta appropriata per ristabilire il diritto e la giustizia”. I vescovi si appellano ai leader dell’Unione europea per “fare ogni cosa in loro potere per prevenire la discesa nella spirale della ritorsione e della guerra”. Il richiamo della comunità politica europea alla responsabilità si traduce in un appello alla lotta contro il terrorismo. “Il terrorismo – scrivono i vescovi – qualsiasi sia la sua motivazione, rappresenta un pericolo reale e letale. La comunità internazionale deve cooperare in uno spirito di fiducia per sradicare la minaccia del terrorismo”. Ma, aggiunge la Comece, “siamo anche convinti che alla fine, non ci può essere nessun patto di pace se non attraverso un rinnovamento della solidarietà”. La proposta dei vescovi europei è di “intensificare la cooperazione tra i paesi del Mediterraneo” e di fissare già al prossimo vertice del Consiglio d’Europa in dicembre a Laeken un calendario per raggiungere l’obiettivo di dedicare lo 0,7% del Pil all’aiuto allo sviluppo”.