CEI: AL VIA DA LUNEDÌ IL CONSIGLIO PERMANENTE

I nuovi Orientamenti pastorali, il prossimo incontro delle famiglie italiane con il Papa, il rapporto tra i giovani e l’Europa, le Settimane sociali dei cattolici italiani: questi alcuni argomenti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio episcopale permanente della Cei, in programma dal 24 al 27 settembre a Pisa. La riunione si aprirà, nel pomeriggio di lunedì 24, con la prolusione del card. Camillo Ruini, presidente della Cei. Nei giorni seguenti – informa l’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali – i vescovi rifletteranno sulle prospettive derivanti dalla pubblicazione degli Orientamenti pastorali del decennio e approveranno i programmi quinquennali delle Commissioni Episcopali. Prenderanno in esame, poi, due contributi il primo dei quali relativo al Simposio dei Vescovi europei “Giovani d’Europa nel cambiamento, Laboratorio della fede”, che si svolgerà a Roma il 24-28 aprile del prossimo anno e il secondo per la Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) in vista della “Dichiarazione di Laeken” (14-15 dicembre 2001). Sono previste, infine, comunicazioni sull’Incontro nazionale delle famiglie con il Santo Padre (Roma, 20-21 ottobre 2001), sulle Settimane Sociali dei cattolici italiani, sui tribunali ecclesiastici regionali e sui sacerdoti, provenienti dalle giovani chiese, che svolgono attività pastorale in Italia. “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”: questo il tema degli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il decennio appena iniziato, approvati dai vescovi nel corso della loro XLVIII Assemblea generale, svoltasi a Collevalenza nel maggio 2001 e pubblicati nel luglio scorso. La comunicazione della fede – si legge nel nuovo documento episcopale – è e resta un “compito assolutamente primario per la Chiesa, in un mondo che cambia e che cerca ragioni per gioire e per sperare”. “Annunciare la speranza a tutti i fratelli e le sorelle del nostro Paese”: questo l’invito principale rivolto dai vescovi ai credenti, chiamati a mettersi “in ascolto della cultura del nostro mondo”, senza escludere i non credenti ma sena rinunciare alla “novità irriducibile del messaggio cristiano”, che “non si limita a proporre un mero umanesimo”. ” “” “