Dopo due giorni di lavori dedicati ai giovani giornalisti, oggi entra nel vivo il congresso mondiale dell’Ucip, l’Unione cattolica internazionale della stampa, a Friburgo, con più di ottocento partecipanti. E si apre con l’appello appassionato di Plinio de Arruda Sampaio, giornalista e parlamentare brasiliano, affinché i giornalisti cattolici si impegnino a sviluppare una “stampa alternativa”. Cioè una stampa capace di reagire al monopolio della comunicazione “asservita alla pubblicità” che ha “trasformato l’informazione in intrattenimento, per creare una società di conformisti ossessionati dal consumo”. Se questa è la comunicazione dominante, la comunicazione globale, ha detto Plinio de Arruda, la stampa alternativa è invece quella che dà voce al locale, che parte dai problemi di chi ci è accanto: “I contadini senza terra, gli immigrati, le minoranze discriminate, chi lotta per i propri diritti”. E le loro storie, ha proseguito il giornalista brasiliano, oggi possono raggiungere tutti grazie ad Internet. La rete è dunque al servizio della stampa alternativa ma con un’avvertenza: anche Internet – ha osservato Plinio de Arruda – rischia di essere sottomesso al monopolio di chi mira a controllare le reti di comunicazione. Bisogna intervenire per scongiurare questo rischio e promuovere un’azione internazionale affinché “le autostrade dell’informazione siano poste sotto lo stretto controllo dell’autorità pubblica”.” “Da parte dei giornalisti cattolici, ha osservato Theresa Ee-Chooi, presidente dell’Ucip, c’è il massimo impegno ad “usare le proprie capacità professionali per far comprendere alla gente i pericoli della globalizzazione” e per sperimentare nuove strade. “Possiamo portare – ha aggiunto mons. John Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali – qualcosa di veramente speciale al mondo del giornalismo: la nostra visione della dignità e del destino della persona umana”.” “