UCIP: DON MAZZA, UNA SPIRITUALITÀ DEI GIORNALISTI

Spiritualità, ascolto della Parola, apertura al dialogo ecumenico e interreligioso: queste le “tre dimensioni” che il nuovo assistente ecclesiastico dell’Ucip (Unione cattolica internazionale della stampa), don Franco Mazza, raccomanda ai giornalisti cattolici che aderiscono all’associazione e che si sono riuniti in questi giorni a Friburgo per il congresso mondiale. L’assistente ecclesiastico dell’Ucip invita ciascun giornalista a “cercare la propria spiritualità” per imparare a “coniugare il vangelo con la vita e con i ritmi della professione”. ” “Per raggiungere questo obiettivo, spiega don Mazza, è necessario che, anche all’interno dell’Ucip, si aprano “spazi di condivisione della Parola. Spazi che non siano isolati dalla professione e dove la quotidianità e la diversità delle esperienze possa essere riletta alla luce del vangelo. Anche l’etica, la deontologia del giornalista è chiamata ad incontrarsi con il vangelo”. Infine, la terza dimensione che i giornalisti cattolici, secondo don Mazza, sono chiamati a coltivare è quella del dialogo ecumenico e interreligioso: “In seno all’Ucip confluiscono le esperienze e le storie di giornalisti cattolici di tutto il mondo, del Nord come del Sud. Questo ci fa sperimentare la ricchezza del dialogo. Il giornalista è colui che sa mettersi alla ricerca e in ascolto della diversità. Quindi è l’uomo del dialogo, pronto ad aprirsi e confrontarsi anche con chi non ha la nostra stessa fede”.” “