Via libera del Vaticano alla ricerca scientifica nel campo degli xenotrapianti, alla possibilità cioè di trapiantare organi, tessuti e cellule da animale a uomo. A patto però di non causare agli animali sofferenze non necessarie o di introdurre modificazioni genetiche (transgenesi) non controllabili. Il “sì” con cautela della Santa Sede è contenuto in un documento redatto dalla Pontificia Accademia per la Vita e presentato questa mattina in sala stampa vaticana su “La prospettiva degli xenotrapianti. Aspetti scientifici e considerazioni etiche”. “Sin dagli albori del suo comparire sulla Terra – ha detto Maurizio P. Faggioni, docente di Bioetica all’Accademia Alfonsiana (Roma) – l’uomo si è servito degli animali per i suoi bisogni primari (alimentazione, lavoro, vestiario, ecc..), in una sorta di ‘cooperazione’ naturale che ha costantemente segnato le varie tappe del progresso e dello sviluppo della civiltà. Il ricorso agli animali come fonte di organi non è altro che un episodio dell’uso che l’uomo può fare degli animali. La liceità nell’uso degli animali comporta una valutazione dei beni umani che si vogliono conseguire ed il rispetto di alcune condizioni, come l’esclusione per gli animali di sofferenze non necessarie e la grande cautela nell’introdurre modificazioni genetiche (transgenesi) non controllabili che possano causare inutili dolori o stress ai singoli individui o alterare in modo significativo la biodiversità e l’equilibrio delle specie nel mondo animale”. “Le moderne tecniche di trapiantologia – ha spiegato mons. Elio Sgreccia, Vice-Presidente della Pontificia Accademia per la Vita – potrebbero salvare milioni di vite umane se ci fossero a disposizione organi da trapiantare. Purtroppo nonostante gli appelli alla donazione che, da più parti, vengono rivolti alla popolazione e che, in effetti, hanno fatto registrare un incremento di donatori, è nota la costante carenza di organi umani da trapiantare su tanti malati. Per questo la comunità scientifica è molto impegnata nella prospettiva degli (xenotrapianto), nella possibilità cioè di trapianti di organi, tessuti o cellule da animale a uomo”.