CONSIGLIO PERMANENTE: MONS. NOSIGLIA, ANCHE L’EUROPA È UN “LABORATORIO DELLA FEDE PER I GIOVANI”

Creare un “laboratorio della fede” in Europa, “per comprendere che tipo di cambiamento culturale l’Europa sta vivendo, ma anche per discernere i segnali – spesso incerti, deboli, problematici e ambigui – dell’emergere di una nuova evangelizzazione e inculturazione della fede in questa Europa in cambiamento”. Questo, ha detto al Sir mons. Cesare Nosiglia, vicegerente di Roma e presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università, l’obiettivo principale del Simposio dei vescovi europei, che si terrà a Roma dal 24 al 28 aprile del 2002 sul tema “Giovani d’Europa nel cambiamento. Laboratorio della fede”, e della cui preparazione i vescovi hanno cominciato ad occuparsi nel corso del Consiglio permanente della Cei, che si conclude oggi a Pisa. L’ultima assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), ha ricordato Nosiglia “ha ritenuto necessario che ogni Conferenza episcopale d’Europa fosse direttamente coinvolta non solo nella scelta del tema e nella partecipazione al Simposio del 2002, ma anche nella fase preparatoria. Per questo una commissione di vescovi, teologi ed esperti è stata incaricata di redigere un breve documento di lavoro da inviare alle Conferenze episcopali per una riflessione il più ampia possibile. In questo modo il Simposio sarà veramente un’opera corale di tutti i vescovi d’Europa e potrà offrire indicazioni importanti per la vita della Chiesa nel continente all’inizio del nuovo millennio”. I giovani, oggi, ha commentato Nosiglia sintetizzando le osservazioni dei vescovi, in Italia come in Europa hanno bisogno di una Chiesa capace di offrire non solo celebrazioni eucaristiche o attività pastorali, ma anche “un tessuto di relazioni, spazi di incontro, comunità educanti e ambienti in cui i giovani si sentano accolti”. Di qui la necessità di “nuove figure educative” che sappiano anche “abitare i luoghi dei giovani, che devono diventare luoghi di offerta di ragioni di vita”, ha concluso Nosiglia, anche per i “lontani”, per quella larga fetta di mondo giovanile che non “incrocia” abitualmente i percorsi ecclesiali.” “” “