“UOMINI E RELIGIONI”: RABBINO LAU, “PACE CON I NOSTRI CUGINI PALESTINESI”

“Bisogna smettere di sparare, evitare ogni terrorismo, non usare il nome dell’Onnipotente per giustificare la guerra. E’ tempo di dialogo per una maggiore comprensione reciproca: dobbiamo stendere la mano uno verso l’altro perché abbiamo uno solo Padre”. E’ l’appello dell’ebreo Israel Meir Lau, rabbino capo di Israele, originario di Cracovia e sopravvissuto al campo di sterminio di Buchenwald quando aveva 8 anni. Lo ha pronunciato ieri pomeriggio all’assemblea d’inaugurazione del XV meeting internazionale “Uomini e religioni” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, in corso a Barcellona fino al 4 settembre, che quest’anno si intitola “Le frontiere del dialogo: religioni e civiltà nel nuovo secolo”. Proprio nella città catalana “ebrei e arabi hanno vissuto insieme amandosi – ha ricordato Lau -; spero che questo incontro sia un segno del Cielo che avremo pace con i nostri cugini palestinesi”.” “All’augurio del rabbino è seguita una calorosa stretta di mano con Mohammed Amine Smaili, teologo musulmano e docente all’università di Rabbat, in Marocco, che ha citato il gesto compiuto da Giovanni Paolo II al muro occidentale di Gerusalemme: “Mi ha commosso vederlo infilare la sua lettera nel muro che si trova tra la sinagoga, la cattedrale e la moschea; fin dal 1985 a Casablanca, davanti a 80mila musulmani marocchini, il Papa ha tracciato le linee di un dialogo per una civiltà della coabitazione, non di vincitori e vinti”.” “