“La condizione umana sta diventando una convivenza non sempre facile di molti popoli e religioni, con orizzonti troppo ampi come quelli della mondializzazione, inducendo fenomeni preoccupanti quali tribalismi difensivi e nuovi fondamentalismi”. Lo ha sottolineato ieri Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, che ha inaugurato a Barcellona il XV meeting internazionale interreligioso sul tema “Le frontiere del dialogo: religioni e civiltà nel nuovo secolo”. Secondo Riccardi, “grande è il compito delle religioni nell’educare all’arte del convivere” e numerose sono le sfide da affrontare: da quelle “dell’Europa di fronte all’immigrazione, a una nuova comunanza tra Est e Ovest, fino al mondo africano dove ci si confronta con le fragilità degli Stati nazionali che le differenze etniche e religiose possono mettere in discussione”. Non solo: è la “determinazione disperata dei poveri, per i quali il benessere si trova sulla sponda opposta”, a determinare l’immigrazione clandestina, ha denunciato il presidente della Repubblica della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo, convinto che le misure repressive di lotta al fenomeno si scontrino con alcuni dati oggettivi. “In queste cifre bisogna ricercare il motivo della pressione migratoria clandestina sulle frontiere dei paesi sviluppati: in Africa si stimano oltre 210 milioni di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno; la percentuale d’accesso ai servizi sanitari è del 74% nei paesi ricchi, mentre è inferiore al 17% in quelli più poveri”.