“Alla prossima messa del Papa nella capitale kazaka vi saranno più musulmani che cristiani”. A prevederlo è p. Edoardo Canetta, sacerdote Fidei donum di Milano (in Kazakhstan da 7 anni), e membro del Comitato di preparazione per la visita papale (22-25 settembre). Nel presentare ieri alla stampa il programma, don Canetta ha detto che da ieri, in 5 differenti punti della città è cominciata la distribuzione dei biglietti per la messa e gli altri incontri col Papa. Il 90% dei richiedenti sono kazaki, di etnia tradizionalmente islamica. “È un vero e proprio assalto al biglietto – ha commentato don Canetta -. L’attesa per la venuta del Papa è molto grande non solo fra i cattolici, ma anche fra gli ortodossi e i musulmani”. Secondo le informazioni date ai giornalisti da don Caretta e rilanciate oggi dall’agenzia internazionale Fides, il Gran Mufti ha già chiesto ai fedeli islamici di prepararsi ad accogliere il “grande Ospite” e diversi mullah hanno invitato i musulmani a partecipare alla messa. La comunità cattolica in Kazakhstan è una minoranza e conta circa 360 mila membri su una popolazione di 15 milioni. L’attesa del Papa da parte di tutta la popolazione è sicuramente favorita dalla sua notorietà: due anni fa, in un concorso nazionale sul “Personaggio del Secolo XX”, il più votato è stato proprio Giovanni Paolo II. Anche gli ortodossi attendono il Papa. Domani l’amministratore apostolico di Astana, mons. Tomasz Peta incontrerà i rappresentanti ortodossi. In Kazakhstan il clima fra le due confessioni è disteso: vi sono perfino edifici parrocchiali condivisi fra ortodossi e cattolici. La visita del Papa in Kazakhstan sta interessando molti giornalisti dell’ex Unione Sovietica e anche i cattolici da Ucraina, Polonia, Siberia, Russia. I giornalisti stranieri accreditati finora sono 500.