“La Chiesa di Napoli ancora una volta è visitata dalla sofferenza e dal lutto per la tragica morte di un nostro giovane, molto impegnato con la famiglia nella comunità ecclesiale di Casoria”. Inizia, così, il messaggio che l’arcivescovo di Napoli, card. Michele Giordano, ha scritto per il funerale di Stefano Ciaramella, il diciassettenne ucciso con una coltellata al cuore, probabilmente da coetanei, domenica sera.” “”Non è questo il momento di proteste o strumentalizzazioni. Prevalga – continua il presule nel messaggio che sarà letto oggi durante la messa per Stefano – la carità e la solidarietà dinanzi a questo triste evento, che ci avvicina, ci fa pregare insieme, ci fa sentire solo uomini e fratelli. Certo, nessuno potrà negare che quest’ennesimo efferato delitto getta un’ombra oscura, un diffuso malessere ed un’inquietudine profonda sulle nostre città. Siamo consapevoli, infatti, che è sempre più diffusa quella mentalità che spinge ad emergere con furbizia e senza scrupoli, con ostilità e violenza, affermando se stessi e i propri istinti. È l’apice di un degrado morale che avalla una cultura di morte, purtroppo vissuta nella generalizzata indifferenza ed insensibilità. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: rivalità, soprusi, ferocia e violenza”.” “Tutto ciò, a giudizio del porporato, spinge a riflettere sul fatto che abbiamo bisogno di Dio. “La vita – osserva il card. Giordano – è sempre un’avventura appassionante con le sue radici nell’Eterno. Di qui la certezza che la morte, anche drammatica ed imprevista, non ha l’ultima parola. Il male non ha mai il potere di chiudere il futuro e, perciò, mentre la nostra esistenza è ancora speranza, quella di Stefano è ormai eternità. Noi crediamo che il Signore risorto ha ritenuto Stefano adatto per la gloria e lo ha trasformato nello splendore del suo volto. È la nostra fede, la fede della Chiesa, nella quale l’esperienza umana diventa una vera strada di luce che ci conduce verso l’alto”.” “