La Conferenza mondiale contro il razzismo, che si concluderà domani a Durban, in Sudafrica, si è divisa non solo sulla questione del sionismo ma anche sulla richiesta di risarcimento per i discendenti degli schiavi africani deportati. Per il card. Bernard Agré, arcivescovo di Abidijan (Costa d’Avorio), “un risarcimento può riparare parzialmente, ma non si può riparare tutto, perché la schiavitù è come la Shoah: non c’è prezzo per la vita umana”. ” “”Molti africani – prosegue il cardinale in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir – sono morti nelle navi, mentre lavoravano gratuitamente; la schiavitù ha ridotto la dignità delle persone. Ora si può perdonare e dimenticare, in nome di Dio, ricordando però che spesso il benessere raggiunto dalla popolazione europea e statunitense si deve alle generazioni precedenti che hanno approfittato degli schiavi per favorire la crescita economica dei loro Paesi”. Per il card. Agré i Paesi più ricchi del mondo “hanno il dovere di aiutare lo sviluppo dei Paesi che hanno sfruttato. Si può dare il denaro ma bisogna sostenere lo sviluppo anche attraverso l’amicizia che dà la fantasia per creare nuove forme di sostegno. La gente, nelle campagne e nelle città africane, attende un benessere non solo materiale, ma sociale: il miglioramento dei servizi”.” “