IL PAPA AL CORPO DIPLOMATICO: “SÌ” ALLA PACE E ALLA LOTTA CONTRO IL TERRORISMO, “NO” ALLA “MARGINALIZZAZIONE DELLE RELIGIONI” (2)

“Le armi e gli attentati cruenti non saranno mai strumenti adeguati per far giungere messaggi politici agli interlocutori. Neanche però la logica della legge del taglione è adatta per preparare le vie della pace”. E’ un messaggio equidistante, quello lanciato dal Papa nella parte del discorso al corpo diplomatico dedicata alla questione Mediorientale: “Nessuno – ha aggiunto – può rimanere insensibile all’ingiustizia di cui il popolo palestinese è vittima da più di cinquant’anni. Nessuno può contestare il diritto del popolo israeliano a vivere nella sicurezza. Ma nessuno può dimenticare le vittime innocenti che, da una parte e dall’altra. Cadono ogni giorno sotto i colpi e gli spari”. Per il Papa, in altre parole, “soltanto il rispetto dell’altro e delle sue legittimi aspirazioni, l’applicazione del diritto internazionale, l’evacuazione dei territori occupati e uno statuto internazionalmente garantito per le parti più sacre di Gerusalemme, sono in grado di avviare un processo di pacificazione in questa parte del mondo, spezzando le catene infernale dell’odio e della vendetta”. Di qui l’invito, rivolto alla comunità internazionale, affinché, “attraverso mezzi pacifici e appropriati, sia messa in condizione di giovare il proprio ruolo insostituibile, essendo accettata da tutte le parti in conflitto”. La “legittima lotta contro il terrorismo”, ha proseguito Giovanni Paolo II citando gli “odiosi attentati” dell’11 settembre scorso, “ha ridato la parola alle armi”: di fronte, però, alla “barbara aggressione” e ai “massacri”, per il Papa “si pone non soltanto la questione della legittima difesa, ma anche quella dei mezzi più adatti a sradicare il terrorismo”, tra cui “la ricerca delle cause” e delle “misure da prendere per evitare che male si aggiunga a male, violenza a violenza” (segue). ” “” “