Sacerdoti anziani e vocazioni in calo. E’ questo il quadro che emerge da un’inchiesta di “Mondo e missione”, che sul primo numero del 2002 “fotografa” la situazione delle Chiesa in Francia, alle prese con una massiccia presenza di immigrati che impone di “ripensare la propria dimensione missionaria”. A parlare è padre Emmanuel Lafont, direttore delle Pontificie Opere Missionarie di Francia, che sulle pagine della rivista del Pime commenta: “La missione qui non si sviluppa, anzi, viviamo la stessa situazione della Chiesa francese: una crisi di vocazioni sia a livello di preti diocesani che di religiosi. Al punto che molti istituti, se non stanno proprio per scomparire, tuttavia si stanno ridimensionando molto fortemente”. I dati sulle vocazioni, infatti, parlano chiaro: 20.404 sacerdoti francesi con un’età media attorno ai 65 anni, meno di un migliaio i seminaristi, che sono diminuiti ancora del 20% negli ultimi cinque anni. “Fra dieci anni, se continua così – si legge su “Mondo e missione” – , i sacerdoti saranno appena 10 mila. In missione, invece, sono poco più di 4 mila, la maggior parte religiosi, 190 i ‘fidei donum’, contro i circa 700 dell’Italia”. Anche se il quadro reale è “meno severo delle cifre”, e in Francia ci sono una Chiesa e una missione “che conservano importanti elementi di dinamismo”, il quadro che illustra padre Lafont è comunque preoccupante: “Nella nostra società francese, multiculturale e multireligiosa, sempre meno cristiana, la percentuale dei praticanti è del 3-5 %. Meno del 60% dei bambini segue l’ora di religione a scuola. Questa è terra di missione. E non si fa distinzione fra immigrati e non, perché la maggior parte dei francesi oggi non è evangelizzata e non ha più una cultura cristiana”.