Una manifestazione degli istituti missionari contro la politica estera del governo è in corso oggi davanti alla Camera dei deputati a Roma, come annunciato dalla Conferenza degli istituti missionari d’Italia (Cimi) e dal Segretariato unitario di animazione missionaria (Suam). I missionari temono “l’accentuazione del ruolo imprenditoriale e commerciale da parte delle ambasciate italiane” ed esprimono “forte preoccupazione per le conseguenze che questa nuova linea di ‘diplomazia estera’ potrà avere sui rapporti dell’Italia con i Paesi nel Sud del mondo”. “Ciò che davvero preoccupa – afferma padre Marcello Storgato, saveriano, segretario del Suam – è che le ragioni aziendali e le regole del mercato prendano il sopravvento sulla reale cooperazione e su un’effettiva condivisione delle ricchezze tra tutti i popoli della terra”. Cimi e Suam chiedono dunque che, nel dibattito odierno alla Camera dei deputati sulla politica estera dell’Italia, vengano assunti impegni concreti ed efficaci su alcuni punti cruciali, sottolineati anche dal Papa nel suo discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede il 10 gennaio scorso: tra questi, l’eliminazione della povertà attraverso la cooperazione allo sviluppo, la riduzione del debito e rapporti di equità nel commercio internazionale; il rispetto dei diritti dell’uomo in ogni circostanza; il disarmo, il consolidamento della pace dopo la fine dei conflitti, la riduzione della vendita di armi ai Paesi poveri. A questo proposito i missionari saveriani segnalano una notizia diffusa dal quotidiano britannico The Guardian nella sua versione on line, secondo il quale “il governo britannico ha montato un’intensa campagna per incrementare le vendite di armi all’India, tra cui 60 jet da guerra Hawk del valore complessivo di 1 miliardo di sterline”. “Non c’è da stupirsi – commentano i missionari saveriani – Del resto negli ultimi anni anche l’Italia ha continuato a vendere indifferentemente armi ad India e Pakistan”.