Il presidente della Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece), mons. Josef Homeyer, vescovo di Hildsheim (Germania), interviene in merito al discorso del Papa al corpo diplomatico, dello scorso 10 gennaio. “Il Santo Padre – osserva il presidente della Comece, in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di SirEuropa – ha espresso particolare soddisfazione per l’introduzione della moneta unica, che ha descritto come un passo decisivo nella storia europea. Ha anche affermato che l’allargamento dovrebbe continuare ad essere considerato una priorità”.” “Circa le osservazioni del Santo Padre sulla “marginalizzazione delle religioni”, per mons. Homeyer, “è indiscutibile che noi viviamo in un’epoca nella quale la religione è vista sempre più come un affare privato e il contributo delle religioni e delle istituzioni religiose al bene della società è sempre più misconosciuto dai leader politici. Tuttavia, fa piacere rilevare che nel Libro Bianco sulla Governance, pubblicato lo scorso anno, la Commissione europea riconosce ‘il particolare contributo’ offerto dalle Chiese e dalle comunità dei credenti alla società. E, sebbene la dichiarazione di Laeken non menzioni esplicitamente tali comunità, così come ha rilevato il Papa, essa neppure le esclude. Certo, preferiremmo che venissero chiaramente riconosciute ma teniamo presente che ci sono anche molti cittadini europei che vorrebbero che fossero esplicitamente escluse. A questo riguardo – conclude Homeyer – il Papa ha detto qualcosa di molto importante: ‘Riconoscere un fatto storico innegabile non significa affatto disconoscere l’esigenza moderna di una giusta laicità degli Stati, e dunque dell’Europa!’ Come rappresentanti delle Chiese e delle comunità dei credenti, non chiediamo alcun privilegio straordinario, ma solo che venga riconosciuta la specificità del nostro essenziale contributo alla società”.” “” “” “