SOLIDARIETÀ: 3°CENSIMENTO SERVIZI COLLEGATI ALLA CHIESA, TANTO VOLONTARIATO E AUTOFINANZIAMENTO (2)

Un invito “all’autonomia economica delle iniziative di carità” e all’eliminazione dell’attuale “mentalità elemosiniera” è venuto oggi a Roma da mons. Giuseppe Pasini, presidente della Fondazione Zancan, durante la presentazione del 3° censimento dei servizi socio-assistenziali con la Chiesa, che ha espresso alcune considerazioni pastorali in proposito. “Affinché i servizi ecclesiali siano veramente tali, ossia esprimano la carità della comunità cristiana – ha osservato – è necessario che la comunità si senta responsabile anche sotto l’aspetto economico, della sussistenza e della validità di queste opere. Ciò sarà possibile grazie ad un’azione continua e capillare di sensibilizzazione dei singoli cristiani e delle famiglie a praticare la condivisione dei beni”. Mons. Pasini giudica positivo l’orientamento dell’amministrazione pubblica ad aprire convenzioni con il privato sociale, a patto che al settore pubblico rimanga “la responsabilità politica dei servizi stessi, garantendone a tutti i cittadini l’esistenza e la buona qualità”. Mons. Pasini invita anche ad una riflessione sul ruolo delle congregazioni religiose nella gestione e presenza nei servizi: “Essi hanno avuto un ruolo profetico nei confronti dello Stato, nell’individuazione dei bisogni e delle risposte e nel far crescere la capacità di risposte dello Stato e della società. Il cambiamento avvenuto – ha detto mons. Pasini – pone però degli interrogativi. In un’epoca in cui le risposte ai bisogni sono salite a livello dei diritti, i religiosi devono domandarsi in quali modi e in quali campi essi sono chiamati ad esprimere la profezia del loro carisma”.