FAMIGLIA: CARD. RUINI, SEGNALI DI “INVERSIONE DI TENDENZA”, MA LA “QUESTIONE ANTROPOLOGICA” È SEMPRE PIÙ GRAVE

Anche se persistono e si intensificano “comportamenti e rappresentazioni mediatiche che corrodono il tessuto morale e implicano la negazione del valore della famiglia, non mancano i segnali di un qualche cambiamento di tendenza, sul piano sia cultura sia sociale e politico”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, aprendo oggi a Roma i lavori del Consiglio permanente della Cei, riferendosi ad “alcuni provvedimenti a sostegno della famiglia”, a livello regionale, locale o nazionale, in particolare “per le detrazioni fiscali a favore dei figli inserite nella Legge finanziaria”. A livello generale, secondo il presidente della Cei, “sta crescendo una nuova consapevolezza dell’insostenibilità di una prospettiva esclusivamente individualista e libertaria, anche nella sfera delle relazioni interpersonali e degli affetti”, ma rimane comunque “l’esigenza di una presa di coscienza da parte dell’intera nazione dell’importanza fondamentale dello sviluppo di una legislazione organica che riconosca concretamente il ruolo centrale della famiglia fondata sul matrimonio”. La “questione antropologica” – è, infatti, la tesi del cardinale, che dedica a questo tema ampia parte della sua prolusione – diventa sempre più centrale in un tempo come il nostro, dominato da “filosofie della mente” e da teorie naturalistiche o materialistiche che “mettono radicalmente in questione la sostanza stessa” della fede cristiana, con “risvolti affettivi, sociali, comportamentali ed anche legislativi, oltre che economici”. La perdita di significato del matrimonio e la crisi della famiglia, ha detto ad esempio Ruini, sono anche frutto dell'”esaltazione dei sentimenti”, visti come “nettamente separati e quasi alternativi” rispetto “ai legami che impegnano in maniera stabile e profonda e che implicano una vera assunzione di responsabilità”. “Far fronte alla crisi della natalità” e riprendere il dibattito parlamentare sulla procreazione medicalmente assistita: questi alcune “priorità” segnalate dal presidente della Cei, che ha sottolineando la necessità, per la Chiesa, di “investire molto” sulla formazione dei laici e sul “progetto culturale”.