“Stiamo organizzando gli aiuti umanitari. Con la Caritas Internationalis e quella di Goma si sta provvedendo alla registrazione delle persone sfollate così da distribuire i primi aiuti”. Antonina Lo Schiavo, missionaria laica della comunità del padre saveriano Silvio Turazzi, racconta così al Sir l’emergenza provocata a Goma dall’eruzione del vulcano Nyragongo del 17 gennaio scorso.” “”La lava, colpendo la parte centrale della città ha tagliato in due Goma travolgendo ogni cosa che incontrava nel suo percorso – spiega la missionaria, 30 anni passati in Congo di cui 16 a Goma -. Adesso, poi, che l’eruzione è terminata, la popolazione torna indietro poiché, molti dicono, è meglio morire nel proprio Paese che in uno straniero. Ed è incredibile vedere la solidarietà tra la gente. Si aiutano moltissimo tra loro”. Difficile dire il numero dei morti: “qualcuno ha parlato di oltre 150 vittime, 80 delle quali hanno perso la vita nello scoppio di una pompa di benzina che stavano saccheggiando. Ma ritengo sia presto per fare stime più precise”. In questa situazione di emergenza, tuttavia, si registrano gli arrivi di numerosi aiuti umanitari: “gli aiuti stanno arrivando – conferma Lo Schiavo – Si tratta di costituire delle équipe per raggiungere ogni punto della città e distribuirli a tutti senza esclusione evitando saccheggi e sciacallaggio”. A fronteggiare l’emergenza oltre alle varie istituzioni ed organismi presenti sul territorio congolese si è attivata subito anche la Chiesa: “Oltre alla Caritas sono attivi i Catholic Relief di Inghilterra, Stati Uniti e Paesi Scandinavi”. Uno sforzo importante, conclude la missionaria, nonostante le numerose congregazioni presenti abbiano subito grossi danni per l’eruzione: “i padri caracciolini hanno perso tutto e sono riparati con 35 seminaristi in una missione fuori Goma, mentre altri come i padri bianchi, i saveriani e salesiani stanno verificando i danni alle loro strutture”.” “” “” “” “” “