“56 guerre in 44 Paesi negli anni ’90, in massima parte deflagrazioni civili combattute per il controllo del governo o del territorio. Il 90% delle guerre dopo il 1945 ha avuto luogo nei Paesi poveri. A pagarne il prezzo maggiore: 2 milioni di bambini morti dal ’90 al 2000, circa 27 milioni di morti tra i civili dal dopoguerra ad oggi (il 90% del totale delle vittime), 35 milioni di rifugiati”. Dati drammatici questi, ribaditi nelle anticipazioni di una ricerca sui “Conflitti dimenticati”, presentate ieri da Caritas Italiana, ‘Famiglia Cristiana’ e ‘Il Regno’. Ma , soprattuuto, dati che devono farci riflettere, alla vigilia dell’incontro di preghiera di Assisi, voluto dal Papa con i rappresentanti di tutte le religioni, per rilanciare insieme scelte di giustizia, di perdono, di pace.
E proprio in occasione di questo incontro, la Caritas Italiana “invita i 2500 giovani impegnati nel servizio civile nelle oltre 200 Caritas diocesane, insieme ai molti altri giovani impegnati in altri enti ed organismi, a costruire una catena simbolica attorno a Giovanni Paolo II per chiedere a Dio, con voci diverse e in compagnia di altri fratelli nella fede e di altre religioni, il dono della pace”. Così facendo, “la giornata di preghiera indetta da Giovanni Paolo II – spiega don Giancarlo Perego, responsabile dell’area nazionale della Caritas Italiana – diventa anche l’occasione, in questo momento di disorientamento e di dibattito dell’opinione pubblica sul tema della guerra, per rinnovare ancora una volta, in forme diverse, la nostra ‘obiezione di coscienza’ all’uso delle armi e alla guerra e a richiamare l’appello morale a ‘non uccidere'”. Inoltre, “dalla preghiera – prosegue don Perego – nasce anche una rinnovata volontà, in questo tempo di cambiamenti per il servizio civile, di sperimentare nuove forme di ‘difesa non violenta’, quali il servizio civile femminile, il servizio civile all’estero e i caschi bianchi, perché diventino per i giovani delle nostre Chiese e nella nostra società opportunità nuove per costruire una coscienza morale che sceglie la pace e si prodiga a servizio e in difesa dei più deboli, con strumenti e iniziative di pace e non violenza”.