Un minuto di preghiera o di silenzio/raccoglimento a mezzogiorno di domani (secondo i diversi fusi orari) e un piccolo gesto di perdono e di riconciliazione da offrire “alle persone che ci vivono vicine”: sono i tre segni che i francescani di Assisi, per voce del Custode del Sacro Convento padre Vincenzo Coli, suggeriscono ai credenti delle diverse fedi e “a tutti gli uomini che hanno a cuore la pace nel mondo”, per unirsi simbolicamente all’incontro del Papa con i rappresentanti delle religioni che si svolgerà domani ad Assisi. “Se questo avvenisse – ha detto oggi padre Coli durante una conferenza stampa che si è tenuta nel Sacro Convento – tutta la terra sarebbe avvolta, per 24 ore, da un abbraccio di preghiera e da gesti di ascolto e di perdono”. Padre Coli ha anche proposto che il 27 ottobre di ogni anno – ricorrenza del primo incontro interreligioso che si svolse ad Assisi nel 1986 – diventi “una data significativa” per la verifica del cammino comune su alcuni valori ideali che potrebbero essere “validi e vitali” per tutti, nel rispetto di ciascuna religione: “La fede in un unico Dio; la sacralità e la dignità di ogni essere umano, uomo e donna, alla cui crescita e realizzazione deve essere finalizzata ogni istituzione; la bontà e positività della creazione, ossia della natura, e la necessità di custodirla con rispetto ed amore, a cominciare dall’educazione alla sobrietà”. Questo per fare in modo, ha precisato padre Coli, “che la giornata del 24 gennaio non si concluda al tramonto e che tutta l’umanità si incammini verso una meta sconosciuta, ma fortemente desiderata”.