Punta il dito sulle “responsabilità etiche non indifferenti” della televisione nel fare da cassa di risonanza a maghi e imbonitori Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris, il Gruppo italiano di ricerca contro le sette, che interviene in merito alla vicenda di Vanna Marchi, commentando inoltre i dati del rapporto Eurispes, che indicano una cifra di 10 milioni di italiani coinvolti nel giro dell’occultismo. “Non è vero che la televisione offre ciò che la gente vuole – dice Ferrari in una intervista che verrà pubblicata sul prossimo bisettimanale del Sir -, ma si solletica il prurito delle persone che ascoltano e guardano. E le ricadute a livello sociale sono pessime”. Se “è giusto guardare al merito di Striscia la notizia” per aver sollevato il caso di Vanna Marchi e della figlia, osserva Ferrari, “bisogna anche creare il presupposto per prevenire, offrendo prodotti oggettivamente validi. Se si dà spazio a queste persone si promuove una truffa, e se lo si fa per aumentare l’audience, allora si diventa truffatori”. Secondo il segretario nazionale del Gris “tutte queste proposte, oltre a creare danni alla salute mentale dell’individuo, creano problemi profondi anche alla spiritualità della persona umana, perché la distorcono ed arrivano ad annullare dalla dimensione del trascendente il concetto di un Dio con il quale rapportarsi”. Purtroppo, sottolinea, “i mezzi di informazione non fanno queste valutazioni perché guardano solo a ciò che tira di più dal punto di vista economico e di audience. La scorciatoia di offrire un prodotto che tira è molto pericolosa, perché fa calare la coscienza critica delle persone. Non bisogna fare come certi presentatori di talk show che appena il programma non va ricorrono subito ai maghi e al sesso per far risalire l’audience”. Ferrari suggerisce di intervenire per smascherare le truffe attraverso un migliore operato delle forze dell’ordine e, dal punto di vista pedagogico, tramite “un’azione formativa e culturale, parlando ai giovani nelle scuole e facendo capire che certe pratiche non hanno alcuna attendibilità né di tipo culturale, né scientifico”. ” “” “