Un invito forte a “favorire un clima più disteso” e a “smorzare i toni della polemica” nella contrapposizione tra ordine giudiziario e potere politico e nel confronto tra governo e parti sociali è stato espresso dai vescovi nel comunicato finale a conclusione del Consiglio permanente (21-23 gennaio): “La contrapposizione tra ordine giudiziario e potere politico . sottolineano – dovrebbe essere superata a beneficio di un comune impegno per garantire un funzionamento degli organi giudiziari rapido ed efficace, come desiderato da tutti i cittadini”. I vescovi invitano a “non alimentare il sospetto che nell’esercizio dell’una e dell’altra funzione si possano perseguire finalità improprie o di parte”. “Il necessario confronto tra i poteri dello Stato – affermano – deve avvenire con riguardo alle competenze attribuite a ciascuno dalla norma costituzionale, senza prevaricazioni e senza delegittimazioni. In un sistema democratico il rispetto dei ruoli e delle funzioni è di fondamentale importanza, anche per rassicurare i cittadini sulla tenuta e sull’affidabilità delle istituzioni”. Riguardo al confronto tra governo e parti sociali in tema di legislazione del lavoro e di previdenza sociale i vescovi auspicano che, “sgombrato il terreno da pregiudiziali ideologiche e scontri di bandiera, non si rinunci a varare quelle modifiche normative richieste dalle reali trasformazioni dell’economia e del lavoro” secondo i principi della solidarietà e della sussidiarietà, per garantire pari opportunità a tutti i lavoratori, soprattutto a quelli del Sud. I vescovi chiedono inoltre che la riforma scolastica venga realizzata mantenendo e valorizzando “gli aspetti positivi che appartengono alla storia e alla realtà attuale della scuola italiana” e promuovendo “le innovazioni necessarie per garantire una migliore qualità, con specifica attenzione alla elaborazione dei curricoli e alla formazione dei docenti”. In questo contesto si attende anche la realizzazione di una piena ed effettiva parità tra scuole pubbliche e private. I vescovi ribadiscono anche l’urgenza di accelerare i tempi per la discussione della legge sulla procreazione medicalmente assistita.” “” “