ONU: MONS. MARTINO (SANTA SEDE), “LA RELIGIONE È ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILE CON IL RAZZISMO”

Ogni credo religioso “autentico” è “assolutamente incompatibile” con il razzismo. A ribadirlo è stato ieri mons. Renato Raffaele Martino, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite parlando alla nuova sessione della Terza Commissione dell’Assemblea Generale Onu. “Non possiamo rivolgerci a Dio, il padre di tutti – ha detto – se ci rifiutiamo di trattate in modo fraterno ogni persona, creata a sua immagine”. Le religioni possono favorire “la comprensione e la riconciliazione tra i popoli” perché credono “nella dignità di ogni individuo e nell’unità della famiglia umana”. Il rappresentante della Santa Sede non si dice pessimista. “In un mondo – ha detto – in cui la religione è stata spesso utilizzata come mezzo per approfondire le già esistenti divisioni politiche, sociali ed economiche, è incoraggiante notare il numero crescente di iniziative di dialogo tra religioni, promosse sia a livello locale che internazionale. Il dialogo interreligioso è, oggi più che mai, un elemento vitale per favorire la pace e la comprensione e per superare le divisioni e le incomprensioni storiche. Un tale dialogo può e deve dare un forte contributo alla lotta contro il razzismo”. Anche la Conferenza di Durban aveva sottolineato il ruolo centrale giocato dalle religioni. “La religione – ha osservato mons. Martino – può essere una forza potente per la conversione dei cuori senza la quale l’odio, l’intolleranza e la discriminazione non potranno mai essere eliminati”. Da qui l’appello della Santa Sede. Anche “la lotta contro il razzismo inizia nel cuore di ciascuno di noi e nella memoria storica collettiva delle nostre comunità. La lotta contro il razzismo richiede un cambiamento personale del cuore. E richiede quella purificazione delle memorie e quel perdono che Giovanni Paolo II ha chiesto nel messaggio per la giornata mondiale della pace”.