Una richiesta perché il governo “faccia chiarezza in maniera ufficiale sulla questione della regolarizzazione degli immigrati” viene da padre Bruno Mioli, direttore dell’ufficio per la pastorale dei profughi e degli immigrati in Italia della Fondazione Migrantes: padre Mioli punta il dito sulla “enorme confusione e disinformazione” che hanno provocato nei giorni scorsi le “inutili e penose” file di immigrati – ma anche di datori di lavoro – davanti alle direzioni regionali e provinciali del lavoro o alle questure per richiedere moduli “che non serviranno assolutamente a niente”, visto che probabilmente quest’anno non verranno programmate quote d’ingresso. “Non c’è nulla che possa giustificare queste resse – afferma padre Mioli -. Si è tanto imprecato negli anni passati contro gli afflussi disordinati di immigrati davanti agli uffici ed ora si ripete la stessa cosa. L’apparato amministrativo, mancando di indicazioni certe, si trova sprovvisto e non sa dare risposte. Invece bisognerebbe sapere in modo ufficiale i contorni della regolarizzazione di cui si parla da tempo ma in maniera vaga. Il governo dica chiaro che per quest’anno non saranno emanati i decreti flussi che programmano gli ingressi, altrimenti, anziché mettere ordine come promette, rischia di mandare tutto alla deriva”. L’eventuale regolarizzazione comporterebbe infatti la chiusura dei flussi immigratori per il tempo necessario ad assorbire le richieste di chi già vive in Italia ed ha un contratto di lavoro.