GLOBALIZZAZIONE: FAMIGLIA OGGI, “NO” AL CONFLITTO E ALLA SOPRAFFAZIONE, “SÌ” AL “SENTIMENTO SOCIALE”

La globalizzazione rischia di trasformare l’uomo in “un attore opportunista e irresponsabile, di sé stesso e dei propri simili”. E’ il grido di allarme lanciato da Domenico Barrilà dalle pagine del primo numero 2002 di “Famiglia oggi”, in cui lo psicoterapeuta riflette sul rapporto tra globalizzazione e “costruzione di sé”. Il “sentimento sociale”, spiega l’autore dell’articolo, è “una tensione interiore al bene comune, alla costruzione di una comunità ideale”, che rischia oggi di essere seriamente minacciata dall’ “imbarbarimento” provocato dalla globalizzazione; se assolutizzata, infatti, quest’ultima darebbe luogo ad “un principio di autoreferenzialità esasperata che ci metterebbe permanentemente gli uni contro gli altri”. Ma “un gioco comunitario impostato in termini di ‘vittoria’ o di ‘sconfitta’ sarebbe la rovina di tutti, perché sul tempo lungo minerebbe l’inclinazione prosociale degli uomini”. Un esempio per tutti: l’influenza del “virtuale” nella rete delle relazioni interpersonali. “La virtualità – sostiene lo psicoterapeuta – permette di accelerare la propria identità, di agire attraverso un personaggio di copertura, di dare luogo in definitiva a una recita dove l’immaginario può modellare a piacimento la realtà”. Se, però, precisa Barrilà, “in ogni relazione l’individuo non investe per intero i propri dati identificativi, il proprio modo di essere, se non si espone alla possibilità di contaminare del proprio sé lo specifico sociale e di esserne contaminato, in un gioco interattivo di contributi reciproci, allora l’essere umano come lo conosciamo oggi è destinato a lasciare il posto a un attore opportunista irresponsabile, di sé stesso e dei propri simili”.