CONGRESSO CATECHISTICO: BAMBINI DI STRADA, SCUOLA DI AUTENTICO ANNUNCIO CRISTIANO

” “Al congresso catechistico internazionale, in corso in Vaticano per ricordare il decimo anniversario del Catechismo della chiesa cattolica, è arrivato il momento della testimonianza dei laici. Maria Christina Sa, brasiliana, responsabile della pastorale dei “bambini di strada” per la diocesi di Rio de Janeiro ha presentato in assemblea la sua esperienza di “catechesi di frontiera”. In Brasile si contano oltre 21 milioni di adolescenti tra i 12 e i 18 anni, ha ricordato la catechista: il 32,8% di essi ha avuto una relazione sessuale e tra questi, il 28,8% delle adolescenti rimaste incinta ha abortito. Le unioni di fatto sono cresciute del 10% negli ultimi dieci anni. Il 24% dei giovani che vivono nelle favelas è senza lavoro e forma “un vero esercito al servizio dell’illegalità e della marginalità”. Ci sono poi le schiere dei bambini di strada che “vivono ai limiti della sopravvivenza”. Se li abbandoniamo al loro destino, ha detto Maria Christina, significa che lasciamo loro due sole alternative: “finire sterminati dalla violenza o dalla droga, essere reclutati dalle organizzazioni criminali o dal giro della prostituzione”. Che genere di catechesi offrire a questi ragazzi? Per Maria Christina l’unico progetto efficace è quello che parte dalla promozione umana e passa attraverso la famiglia: “La prima scuola di vita e della parola è la famiglia”, ha osservato la catechista. Perciò bisogna puntare a fare tutto il possibile affinché ai “ninos del rua” sia offerta la possibilità di avere una famiglia o aiutare le famiglie di origine perché li riaccolgano. In un contesto di amore, l’annuncio della Parola assume tutto un altro valore e spinge questi ragazzi ad “un cambiamento radicale della propria vita, ad un’autentica conversione”, ha proseguito Maria Christina. (segue)” “