” “Nei consultori familiari oggi si presentano ha aggiunto il Segretario generale della Cei, mons. Betori “le situazioni più disparate, più critiche, a volte drammatiche”. Per questo ha proposto che si assumano nuove “prospettive progettuali”, richiamandone quattro: “essere ‘sentinelle’ in una posizione di frontiera tra la realtà pastorale e quella sociale”, “offrire risposte alle domande di senso dei giovani” che si presentano al consultorio per problemi affettivi o relazionali, “dare ragione del significato etico e cristiano delle scelte esistenziali” che si propongono nei consultori alle persone in difficoltà, “ridire oggi il valore della fecondità coniugale legato alla profonda valenza comunionale dell’atto sessuale”. Il vescovo ha infatti rilevato una crescente “paura” delle coppie di fronte all’ipotesi di generare un figlio, “paure ha detto che portano ad emarginare la prospettiva della paternità e della maternità”. Anche la sociologa Giovanna Rossi Sciumè, che ha parlato della “famiglia a rischio di globalizzazione”, ha evidenziato questa incertezza circa le prospettive di “genitorialità”, che si traduce in progressivo ritardo nel matrimonio e nella nascita di figli, anche se ha riconosciuto che in questi ultimi anni si registra una certa inversione di tendenza nelle nascite. “I problemi più gravi sono oggi legati ha aggiunto alle differenze, prodotte dalla globalizzazione, nella distribuzione delle risorse culturali, economiche e relazionali. Questo ultime forse sono le più importanti, perché molte persone entrano in crisi, specie le immigrate giovani e sole, in quanto non dispongono del tessuto familiare e amicale che consenta loro di porsi costruttivamente di fronte a questioni quali una gravidanza, una malattia o l’instaurazione di un rapporto affettivo duraturo”. I lavori del convegno proseguiranno domani con una relazione dello psicologo Leonardo Ancona, seminari di gruppo e una tavola rotonda su come affiancare la famiglia da parte dei consultori nella nuova situazione multietnica e multiculturale.