” “La Svizzera, con il 20% di stranieri sul totale della popolazione, è al terzo posto in Europa nel rapporto immigrati/residenti. Qui un quarto dei cattolici ha passaporto straniero, e si cerca di integrare nuovi sacerdoti etnici nelle parrocchie svizzere. Anche la Svizzera sta rivedendo la normativa sull’immigrazione, che diventerà più restrittiva nei confronti di chi non appartiene all’Unione europea, per questo la Chiesa si batte perché vengano garantiti i diritti dell’uomo e contro la tratta di donne a scopo di sfruttamento sessuale. La Spagna, dove gli immigrati sono il 2,5% della popolazione (con un aumento negli ultimi anni anche del 122%), si è trovata impreparata di fronte a questi arrivi recenti per cui la Chiesa lavora molto sulla sensibilizzazione delle coscienze (contro l’equazione immigrazione uguale delinquenza) per non far percepire il fenomeno come una minaccia al benessere. Nelle diocesi si cerca di integrare gli immigrati cattolici nella vita delle parrocchie, mentre con i non cattolici si cercano momenti di incontro e conoscenza reciproca. E’ inoltre in elaborazione un nuovo documento dei vescovi spagnoli sulla pastorale delle migrazioni. Anche in Portogallo l’immigrazione è recente, soprattutto dall’Ucraina (100.000 ucraini su un totale di 400.000 immigrati). Qui si è formato un collettivo di sei organizzazioni cattoliche che interloquiscono con il governo a favore dei diritti degli immigrati. In Irlanda l’immigrazione è iniziata solo 5 anni fa e da poco la Chiesa comincia ad affrontare il fenomeno come qualcosa di “permanente” e quindi ad elaborare strategie pastorali. (segue)” “” ” ” ”