TERRA SANTA: M. SABBAH (PATRIARCATO), “NON ABBANDONIAMO I CRISTIANI DI QUESTA REGIONE”

” “”Attirare l’attenzione dei cristiani emigrati per ricordare loro che hanno sempre una responsabilità nei confronti della Terra Santa. Anche a loro spetta ‘alzare’ la voce per invocare pace e giustizia”. E’ con questo obiettivo che il Patriarca latino di Gerusalemme si appresta a partire per Washington dove il prossimo 18 e 19 ottobre parteciperà alla IV Conferenza sui cristiani di Terra Santa, promossa dalla Fondazione ecumenica cristiana di Terra Santa, sul tema “La Luce divina ancora splende: i cristiani di Terra Santa resistono”. In una intervista rilasciata al Sir, e pubblicata sul numero in uscita domani, Sabbah ricorda che “la questione palestinese non si risolve con le armi e negando dignità, diritti e giustizia a questo popolo”. Ed è proprio tra i palestinesi che vive la maggior parte dei cristiani di Terra Santa, molti dei quali, ricorda il Patriarca “emigrano per le difficili condizioni di vita ma altri restano, mostrando coscienza e voglia di testimoniare la loro fede qui in Terra Santa”. Ma c’è bisogno, secondo Sabbah, del sostegno di tutti i cristiani. “La piccola comunità cristiana risente del coprifuoco e dell’assedio militare israeliano, non deve essere lasciata sola. I suoi bisogni si chiamano lavoro, casa, istruzione”. E a proposito di case, è di questi giorni la notizia che il sindaco di Beit Sahour (Betlemme), Fuad Kokaly, cittadina palestinese a maggioranza cristiana, ha lanciato nei giorni scorsi un appello contro la demolizione, ordinata dal Governo israeliano, di 100 abitazioni costruite dalla locale comunità cristiana ortodossa. Provvedimento che causerebbe oltre 600 senzatetto. A sostenere l’appello del sindaco è la Fondazione ecumenica cristiana di Terra Santa che invita “ogni cristiano ad adoperarsi per evitare la demolizione ed aiutare i fratelli cristiani di Beit Sahour”. Per questo la comunità cristiana ha montato nel centro della cittadina una tenda della solidarietà per sostenere la lotta contro le demolizioni e sostenere la comunità ortodossa’. Intanto un primo risultato sembra essere stato raggiunto con la decisione della Corte Suprema di imporre lo stop alle demolizioni, in attesa di ulteriore documentazione.” “” ” ” ”