” “Un'”integrazione che, pur lasciata alla libera valorizzazione dei singoli e delle comunità, gli consenta di abbracciare anche i misteri della vita pubblica di Cristo tra il Battesimo e la Passione”. Così il Papa, nella sua nuova lettera apostolica diffusa oggi, definisce l’introduzione, nella recita del Rosario, di cinque “misteri della luce”, legati ad altrettanto momenti salienti della vita pubblica di Gesù: il Battesimo nel Giordano, le nozze di Cana, “l’annuncio del Regno di Dio con l’invito alla conversione”, la Trasfigurazione e l’istituzione dell’Eucaristia. “E’ negli anni della vita pubblica che il mistero di Cristo si mostra a titolo speciale quale mistero di luce”, e in cui “contempliamo aspetti importanti della persona di Cristo quale rivelatore definitivo di Dio”, spiega Giovanni Paolo II, invitando la comunità ecclesiale a recitare i misteri della luce “dopo aver ricordato l’incarnazione e la vita nascosta di Cristo” e “prima di soffermarsi sulle sofferenze della passione e sul trionfo della resurrezione”; la collocazione scelta dal Papa per i nuovi misteri è dunque è tra quelli gaudiosi e quelli dolorosi, e il giorno consigliato è il giovedì (prima destinato nella devozione popolare alla seconda meditazione settimanale dei misteri gaudiosi). Quando il Rosario non può essere recitato integralmente, la scansione suggerita dal Santo Padre è, infatti, quella della “distribuzione settimanale”, che “finisce per dare alle varie giornate della settimana un certo ‘colore’ spirituale, analogamente a quanto la liturgia fa con le varie fasi dell’anno liturgico”. Nei misteri della luce, sottolinea il Papa ripercorrendone la successione cronologica, “tranne che a Cana, la presenza di Maria rimane sullo sfondo”, se si eccettua “qualche sua presenza occasionale in un momento o nell’altro della predicazione di Gesù”: ma la “funzione” che Maria “svolge a Cana”, osserva il Pontefice, “accompagna in qualche modo, tutto il cammino di Cristo”, oltre che la storia della Chiesa.