” “Pace e famiglia: sono questi, per il Papa, due ambiti particolari in chi la preghiera del Rosario si rivela capace di “far sperare in un futuro meno oscuro”. “Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace”, scrive Giovanni Paolo II nella sua nuova lettera apostolica, “anche per i frutti di carità che produce”, tra cui il “desiderio di accogliere, difendere e promuovere la vita, facendosi carico della sofferenza dei bambini in tutte le parti del mondo”; di “testimoniare le beatitudini nella vita di ogni giorno”; di “farsi ‘cirenei’ in ogni fratello affranto dal dolore o schiacciato dalla disperazione”. Di diventare, in una parola, “costruttori della pace nel mondo” e di “sperare che, anche oggi, una ‘battaglia’ tanto difficile come quella della pace possa essere vinta”. “Non si può recitare il Rosario senza sentirsi coinvolti in un preciso impegno di servizio alla pace”, scrive il Papa, sottolineando l’attualità di questa consegna in un millennio, come il terzo, “cominciato con le raccapriccianti scene dell’attentato dell’11 settembre 2001 e che regista ogni giorno in tante parti del mondo nuove situazioni di sangue e di violenza”: una fra tutte, quella della “terra di Gesù, ancora così provata, e tanto cara al cuore cristiano”, verso la quale il Papa torna a chiedere “particolare attenzione”. Altro “versante critico del nostro tempo” per il quale Giovanni Paolo II ha chiesto un supplemento di impegno è quello della famiglia, “cellula della società, sempre più insidiata da forze disgregatrici, a livello ideologico e pratico, che fanno temere per il futuro di questa fondamentale e irrinunciabile istituzione e, con essa, dell’intera società”. “Il rilancio del Rosario nelle famiglie cristiane, nel quadro di una più larga pastorale della famiglia conclude il Papa -, si propone come aiuto efficace per arginare gli effetti devastanti di questa crisi epocale”. ” “