DON LUIGI DI LIEGRO: LUNGO LE STRADE DELLA CITTA

” “”Quando i romani parlano della propria città definendola con orgoglio ‘caput mundi’ – anche quei giovani romani che l’altra sera hanno ridotto in fin di vita un ragazzo marocchino -, io mi auguro che essa possa davvero diventare caput mundi della solidarietà, dell’apertura all’altro, lungo la strada che don Luigi ha percorso e indicato a tutti noi”: così Jean Leonard Touadi, uno degli ospiti della serata organizzata ieri presso il Teatro Argentina, dalla Fondazione Internazionale don Luigi Di Liegro, in collaborazione con Caritas diocesana e Teatro di Roma, ha ricordato il sacerdote, direttore per molti anni della Caritas di Roma e ‘grande amico dei poveri’ scomparso 5 anni fa. L’iniziativa, dal titolo ‘Lungo le strade di don Luigi Di Liegro – Una città a misura d’uomo’, “si ricollega – hanno spiegato gli organizzatori – alla lunga ed appassionata dedizione di don Luigi alle problematiche concernenti le grandi trasformazioni urbane e le possibilità di farvi fronte da parte delle istituzioni in maniera efficace, con il necessario coinvolgimento dei cittadini”. Le strade di don Luigi partirono dalla periferia più degradata della capitale italiana ( resa presente da filmati d’epoca) e trovarono un primo significativo approdo nel Convegno del 1974 sui mali di Roma, che divenne “emblematico – è stato rilevato –, non solo per la città di Roma, di un diverso modo per la Chiesa e per i cittadini di guardare alla realtà e di ‘farsi prossimo’ dei più deboli ed emarginati, “costretti – ha spiegato il sociologo De Rita in un’intervista contenuta in materiale di repertorio – ad assumerci le nostre responsabilità”. Attraverso la voce dell’attore Sergio Castellitto, che ha letto brani degli scritti di don Di Liegro, si è dipanato il filo di un’intuizione davvero profetica che già nel 1966 vedeva come necessario il riappropriarsi delle istituzioni da parte dei cittadini attraverso lo strumento del decentramento e delle circoscrizioni intese “non come il riprodursi a livello periferico del sistema centrale ma come nuovo modello di partecipazione delle persone che vivono in quel territorio”.” “