” “”La crisi in cui versa lo sport non nasce solo dai bilanci in deficit ma viene anche dalla perdita di valori etici”. È quanto ha affermato oggi ad Assisi Edio Costantini, presidente del Centro sportivo italiano (Csi), aprendo il simposio “Un patto per lo sport”, promosso dal Csi congiuntamente con l’Ufficio nazionale della Cei per la pastorale del turismo, sport e tempo libero e il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel). “Tuttavia – ha dichiarato Costantini – questa crisi potrebbe diventare un’opportunità per tutto il movimento se questo si impegna a riproporre la sfida educativa attraverso lo sport e a ripartire dalla persona”. Per raggiungere questo scopo occorre una strategia globale “in cui siano coinvolti tutti i protagonisti di questo sistema: istituzioni politiche e di settore, associazionismo e federazioni. Ciò è indispensabile, perché in questa crisi nessuno si salva da solo”. Secondo Costantini, “lo sport deve trovare una nuova credibilità nel momento in cui ha una caduta d’immagine: pensiamo al doping. Lo sport deve tornare inoltre ad avere cittadinanza attiva all’interno delle strategie di aggregazione giovanile”. In concreto, si tratta di “ripartire dalla persona, un concetto oggi spesso negato dallo sport: basti pensare al mondo delle grandi palestre in cui la persona è considerata un cliente curandosi solo dell’aspetto esteriore senza pensare alla spiritualità”. È importante che questo impegno coinvolga l’economia, “che deve utilizzare lo sport non solo come mezzo per fare soldi”, la politica “che deve promuovere lo sport non come un lusso, ma come un diritto per i cittadini”, la sanità “che deve considerare lo sport un investimento utile alla prevenzione specie tra i giovani” e la scuola. Infine, Costantini ha lanciato un appello al mondo cattolico, invitandolo “a non restare fuori dallo sport e a dare ampio risalto al volontariato sportivo e alle sue migliaia di giovani che lavorano quotidianamente negli oratori e nello sport di base”.