UNIVERSITÀ ED ECUMENISMO: METROPOLITA KIRILL (MOSCA), NO “ALL’IMPOSIZIONE DI UN MODELLO DI CIVILTÀ UNICO”

” “La Chiesa ortodossa russa chiede l’affermazione di “un ordine mondiale dai molti poli e dai molti orientamenti”, intende dare il suo contributo alla creazione di “un autentico pluralismo di idee e visioni in tutto lo spazio europeo” e dice no “all’imposizione a qualsiasi nazione di un modello di civiltà unico ed universale”. A chiarire la posizione del Patriarcato di Mosca sul futuro dell’Europa – in vista anche di un suo allargamento a “paesi che appartengono alla tradizione ortodossa” – è il metropolita di Smolenk e Kaliningrad, Kirill, che a questo tema ha dedicato la sua tesi esposta questa mattina al Collegio dei dottori dell’Università di Perugia, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in scienze politiche. ” “Dopo il crollo del comunismo – ha detto Kirill – i Paesi dell’Est “sono rimasti disillusi delle proprie forze, quasi ritenendo che il genio del loro popolo non fosse più capace di elaborare un modello originale di organizzazione sociale. Perciò, senza riflettere, hanno cominciato a prendere in prestito ricette che provenivano dall’esterno. Allo stesso tempo, tutto il mondo occidentale ha assunto nei confronti dell’Oriente un atteggiamento da ‘maestro di vita’ che, tuttavia, non si è degnato di comprendere le particolarità individuali dei propri ‘alunni'”. E’ proprio questo “tono professorale dell’Occidente” a provocare “irritazione” nei Paesi dell’Est. ” “”E’ indispensabile comprendere – ha detto Kirill – che l’Oriente dell’Europa non vuole seguire ciecamente regole elaborate un giorno da qualcuno, senza la sua partecipazione e senza tenere contro delle peculiarità della concezione del mondo dei suoi abitanti, soltanto perché queste regole, in una data fase storica, hanno assicurato la prosperità di una determinata parte degli abitanti della Terra”. Il metropolita ha poi lanciato ai professori dell’Ateneo perugino un avvertimento: “i recenti terribili avvenimenti hanno mostrato quanto possa essere pericoloso lo scontro di due progetti globali senza alternative”. Il “soffocamento” dell’altro – ha aggiunto Kirill – “non è via d’uscita, ma una strada verso il suicidio”.