IMMIGRATI: DON NITTI (CARITAS TIRANA), “CON LEGGI PIÙ RESTRITTIVE NON DIMINUISCONO GLI SBARCHI, ANZI…”

” “”Non mi risulta che dall’Albania siano diminuite le partenze verso l’Italia, anzi… Certamente aumenteranno perché ora è più difficile l’ingresso regolare. Non bastano leggi restrittive per arginare la fuga dei giovani: l’albanese, di fronte all’impossibilità di venire in Italia, non si tira certo indietro: se non ha la porta legale ricorre a quella illegale, ad ogni costo”. A parlare è don Giovanni Nitti, direttore della Caritas di Tirana, in una intervista che verrà pubblicata sul prossimo Sir bisettimanale, all’indomani della presentazione del Dossier immigrazione 2002 e delle dichiarazioni del presidente del Consiglio sulla diminuzione degli sbarchi di clandestini dalle coste albanesi. “Forse sono meno visibili perché dall’Africa vengono con le navi mentre gli albanesi continuano a venire con gli scafi – osserva don Nitti -. Forse fanno meno notizia. O forse politicamente oggi c’è un’altra categoria di persone da mettere in rilievo”. A proposito della nuova legge sull’immigrazione don Nitti racconta una battuta che gli albanesi fanno a proposito del provvedimento sulle impronte digitali: “Nessun problema, abbiamo già trovato la soluzione: basterà bruciare le dita su una piastra bollente”. Il direttore della Caritas di Tirana lancia quindi un allarme: “L’Albania sta diventando un Paese di sole donne perché quasi tutti i giovani, anche adolescenti, continuano a fuggire verso l’Italia e la Grecia. E le ragazze dei villaggi vengono adescate dai trafficanti a scopo di prostituzione. La maggior parte non sa a cosa andrà incontro. In alcuni casi, purtroppo, sono vendute dalle stesse famiglie. Oppure sono sposate a qualcuno che le porta in Italia e poi sfrutta questo capitale. Purtroppo nella zona dove ero parroco molte ragazze sono state trovate uccise perché hanno provato a ribellarsi. Alcune erano moldave, questo vuol dire che ora la mafia albanese procura ragazze da Paesi ancora più poveri”. Un traffico gestito “da una organizzazione unica con diversi rami di azione che procurano tutti un grosso giro di ricchezza: prostituzione, droga, traffico di clandestini. Varare leggi più restrittive che rendono più difficile l’ingresso regolare, rende questo traffico sempre più redditizio per la mafia”. La Caritas e le comunità religiose intervengono con un’opera di informazione preventiva e sostegno alle ragazze, e con luoghi di aggregazione per cercare di evitare almeno la fuga degli adolescenti verso Italia e Grecia.
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