” “”Luoghi e voci della povertà” è il tema del convegno internazionale che, con la prima sessione presieduta da Magda De Galan, presidente del Parlamento di Bruxelles-Capitale, si è aperto stamani a Firenze (fino a domani). Promosso con la Regione Toscana, il convegno intende “dare concretezza al confronto iniziato lo scorso anno sull’impegno delle regioni europee per l’inclusione sociale”, spiegano gli organizzatori. Dedicato a Marco e Jonata, i due clochard uccisi a Prato lo scorso settembre, l’incontro vedrà la nascita di Retis (Rete transeuropea per l’inclusione sociale), un’assemblea di Regioni e città europee impegnate a lottare insieme contro le varie forme di precarietà, povertà ed esclusione sociale. Retis, spiegano ancora i promotori, intende “stabilire a livello europeo i principi di sussidiarietà e complementarità tra i diversi poteri responsabili per il settore sociale, fino ad arrivare, nei prossimi anni, a costituire un partner di policy making anche per la Commissione europea”. Il progetto si basa su uno specifico programma di azione comunitaria, in vigore fino al 2006, varato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea nel dicembre 2001 “per incoraggiare la cooperazione fra gli Stati membri al fine di combattere l’emarginazione sociale”. Attualmente Retis conta ventisette membri tra regioni, città ed associazioni collettive locali tra cui la Regione Toscana, le città di Dublino (Irlanda) e Gijon (Spagna) e la Regione francese del Nord Pas de Calais. Il progetto fa riferimento inoltre al “Rapporto sulle povertà in Europa”, curato da Europa Caritas, uno dei sette organismi regionali di Caritas Internationalis che riunisce 43 Caritas a livello europeo. Dal rapporto emerge che il Regno Unito presenta la peggiore situazione in termini di equa ripartizione delle risorse, con il 20% più ricco che dispone del 43% del reddito, mentre il 20% più povero dispone solo del 6%. L’Austria, invece, è il paese con la distribuzione più equa, con il 20% più ricco che dispone del 33,3% del reddito e il 20% più povero del 10,4%. Ancora il Regno Unito con il 13,4%, ma dopo l’Italia che segna il 14,2%, sono i paesi europei con il tasso più elevato di popolazione che vive in condizioni di povertà; mentre all’estremo opposto si pongono Belgio e Finlandia. Il Rapporto registra anche la ‘femminilizzazione’ della povertà che colpisce soprattutto le madri single. Presente in tutta Europa la discriminazione per motivi di razza, colore, fede, genere od orientamento sessuale.