” “L’ipocrisia è “falsa sapienza”, e per essere “luoghi di sapienza cristiana” le università e coloro che le frequentano devono “operare una sintesi coerente tra la fede e la vita”, senza timore di “compromettersi con questioni impegnative sul piano religioso e morale”. E’ il monito lanciato dal Papa agli universitari, in occasione della Messa per l’inizio dell’anno accademico delle università ecclesiastiche, presieduta questo pomeriggio dal card. Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, e alla quale ha partecipato Giovanni Paolo II. Definendo la nostra un’epoca “in cui l’umanità ha sviluppato un’elevatissima capacità di analizzare e leggere i fenomeni ‘in superficie’, ma tende a evitare gli interrogativi più profondi sui significati ultimi, sul senso del vivere e del morire, sul bene e sul male nella storia”, il Papa nell’omelia ha fatto notare che “l’ipocrisia consiste in una falsa sapienza, che si compiace di tante conoscenze, ma si guarda bene dal compromettersi con questioni impegnative sul piano religioso e morale”. Coniugare il “sapere della fede” con la “santità della vita”: questo, secondo il Pontefice, l’unico “antidoto all’ipocrisia”, che richiede “una costante circolarità tra quel che si sa e quel che si vive, tra il messaggio ricevuto in dono con la vocazione cristiana e i concreti atteggiamenti personali e comunitari” (segue).