” “Il “prossimo ingresso” della Slovacchia nell’Unione europea “contribuirà al benessere e alla stabilità dell’intero Continente”. Lo ha detto oggi il Papa, ricevendo in udienza il presidente della repubblica slovacca, Rudolf Schuster, a dieci anni dall’indipendenza del nuovo Stato. Citando la sua “robusta identità cristiana”, Giovanni Paolo II ha detto che “il popolo slovacco guarda con fiducia all’Europa, alla quale appartiene per collocazione geografica, per storia e per cultura. Sono certo che il prossimo ingresso del suo Paese nell’Unione Europea ha aggiunto rivolgendosi al presidente – ,oltre a recare vantaggio alla Slovacchia, contribuirà al benessere e alla stabilità dell’intero Continente”. A proposito dei rapporti tra Chiesa e Stato, il Papa ha ribadito che “la Chiesa non cerca privilegi o favori, ma chiede soltanto di poter svolgere la sua missione, nel rispetto delle leggi che regolano la civile convivenza”: in quest’ottica, “riconoscere pienamente la sovranità dello Stato” significa per la comunità ecclesiale “servire al meglio, nel suo ambito di competenza, il popolo slovacco”. Una “giovane democrazia” che “si trova ad affrontare problemi connessi con l’eredità dell’ideologia marxista, ma anche il tumultuoso processo di ammodernamento, con il fenomeno della disoccupazione e con il conseguente pericolo, per quanti si trovano nella necessità, di coinvolgimento in attività illegali”: questo il “ritratto” che Giovanni Paolo II ha tracciato della Slovacchia, dove la Chiesa cattolica “ha dovuto attraversare, prima dell’indipendenza, un duro periodo di persecuzione sotto il regime comunista”. Ora, invece, la Chiesa locale “vive e rifiorisce nella libertà e vuole contribuire al benessere integrale del popolo di cui è parte”, ha fatto notare il Papa. “La riconosciuta forza d’animo, la solida tradizione cristiana, il desiderio di edificare nella libertà il proprio presente e il proprio avvenire, fanno ben sperare per il popolo polacco”, ha detto il Papa a Schuster, assicurando il “sostegno della Santa Sede e dell’episcopato slovacco per gli sforzi che la sua nobile nazione sta compiendo per una società libera, pacifica e solidale”.