” “”E’ una grande speranza per i poveri del Brasile”. Così mons. Aldo Gerna, vescovo di São Mateus, comboniano, da 45 anni in Brasile ma originario di Arigna (diocesi di Como), saluta la vittoria del nuovo presidente Inacio Lula da Silva, del Partito dos trabalhadores (Partito dei lavoratori). In una intervista che verrà pubblicata nel prossimo Sir bisettimanale mons. Gerna giudica questo momento politico come “un fatto storico, una svolta”: “Per noi rappresenta un ritorno al sociale, che è mancato in maniera quasi totale in questi ultimi otto anni. E qui c’è tanto da fare in campo sanitario, nell’educazione, nei servizi… Tutti desideravamo una svolta. Le speranze e le aspettative sono tante. Ci chiediamo come reagiranno i grandi del mondo davanti a questa svolta verso il sociale. Non è un compito facile mantenere gli obblighi della nazione e gli impegni internazionali. Allo stesso tempo bisogna fare chiarezza su questioni come il debito estero, strapagato molte volte e sempre in aumento”. Anche la Chiesa brasiliana, a suo parere, è contenta di questa svolta verso il sociale: “La Chiesa brasiliana è entusiasta, dinamica, molto impegnata nella storia, tanto che l’ultimo documento dei vescovi era centrato proprio sulle esigenze evangeliche ed etiche per superare la miseria”. Intanto a Salvador do Bahia e in tutto il Brasile si canta e si balla nelle piazze per festeggiare i risultati delle elezioni. Lo racconta al Sir padre Alfredo Dorea Souza, coordinatore delle case famiglia “Sementes do Amanha” che accolgono 130 ragazzi in difficoltà: “Da molto non si vedeva una gioia così. Però spiega padre Dorea – dobbiamo ricordare che non stiamo scegliendo Dio ma il presidente. Purtroppo il Brasile ha una storia di dominazione, di schiavitù, di sfruttamento, che non può essere cambiata da una sola persona. Ci vuole un cambiamento di mentalità generale. Certo la sua presenza può portare un approccio nuovo ai problemi, rafforzando le organizzazioni popolari, favorendo una maggiore apertura al dialogo e al lavoro comune”. Secondo padre Dorea per i poveri questo risultato politico significa “la lotta per la riforma agraria, l’aumento del salario minimo, la scuola, l’infanzia, la situazione degli operai, i senza casa….”