” “Da oggi, il nuovo sito della Biblioteca vaticana è consultabile “on line” attraverso un’apposita sezione del sito ufficiale della Santa Sede (www.vatican.va): un sito, ha ricordato mons. Claudio Maria Celli, segretario dell’Apsa, “visitato da 159 milioni di utenti, provenienti da 122 Paesi, e dotato di un nuovo motore di ricerca che ha registrato 129.000 richieste in una sola settimana”. L’obiettivo della Santa Sede, ha spiegato Celli, è ambizioso: “arrivare ad avere quanto prima tutta la documentazione relativa ai pontefici di questo secolo” (comprese, quasi sicuramente, tutte le encicliche) ed “aprire un grande portale cattolico”, già definito con il nome “incontro con la Chiesa cattolica”. Da oggi, il visitatore “virtuale” (oltre agli studenti e agli esperti) avrà, dunque, “una possibilità in più”, ha detto Mejia, per accedere alla Biblioteca, tramite cinque sezioni “web” con dove trovare “storia e struttura, catalogo, servizi”, ad anche gli “infiniti tesori contenuti in essa”. Una lettera di Gioacchino Rossini a Pio IX per “far cantare le donne in chiesa” (proposta poi rifiutata dal Pontefice); l’intero carteggio tra Enrico XII e Anna Bolena; una lettera di Leopardi per farsi assumere come “scritturale”; una missiva indirizzata da Michelangelo ai direttori della Fabbrica di S. Pietro per invitarli a “non farsi corrompere”; una lettera autografa di Lutero. Questi alcuni esempi delle “rarità” della Biblioteca Vaticana, che nella sezione “manoscritti” offre la possibilità di “scaricarsi”, ingrandirsi o “scorrere” con un’apposita lente immagini del “volto di Cristo”, più di 400.000 pezzi tra medaglie e monete, numerosissime edizioni e codici della Bibbia (tra cui il famoso “codice B”). Nella sezione “Forma Urbis”, infine, c’è la pianta monumentale di Roma realizzata per il Giubileo con le tecniche antiche della calcografia: in due metri per due, è visibile la “Roma della storia”, con monumenti e basiliche, ma anche la “Roma di oggi”, con lo stadio, la moschea, il nuovo passaggio pedonale dell’aeroporto di Fiumicino, e perfino il nuovo Auditorium, rappresentato “come se fosse finito”.
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