All’appello del card. Puljic ha risposto mons. Amédée Grab, vescovo di Coira e presidente del Ccee. “Siamo consapevoli ha detto – di essere accolti in un Paese che ha sofferto molto. Sentiamo di esprimere il nostro incoraggiamento ma anche il nostro omaggio rispettoso per questa sofferenza”. Grab ha ricordato che l’11 ottobre prossimo si celebrerà il 40° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II che “fu ha detto – un’occasione per conoscere i confratelli del mondo intero. Non tutti i vescovi però poterono essere presenti, soprattutto quelli dei Paesi dell’Est”. Accanto alla sedute ufficiali del Concilio ha aggiunto Grab – ci furono anche incontri informali tra i vescovi all’interno dei quali nacque l’idea di stabilire strutture stabili di collegialità e comunione. Da qui nacque l’idea di fondare il Ccee. Era il 1971. “Ancora oggi per la vita del Ccee ha assicurato Grab ci si attende che lo scambio reciproco dei doni in tutti i campi e tra le Conferenze episcopali dell’Europa possa continuare”. L’Assemblea plenaria affronterà due temi di fondo: l’evangelizzazione e il rapporto tra Chiesa e politica. Riguardo invece la situazione internazionale, mons. Grab ha detto che sarà “inevitabile che il tema venga affrontato perché siamo qui per condividere le preoccupazioni e le attese delle Chiese”. Da ieri, infine, si sta svolgendo sempre a Sarajevo la riunione dei presidenti e dei segretari generali delle otto Conferenze episcopali del Centro ed Est Europa che stanno organizzando un “Mitteleuropäischen Katholikentag”, un Convegno cioè dei cattolici dell’Europa centrale, con una serie di iniziative in programma tra il 2003 e il 2004, prima a livello nazionale, e poi con una grande manifestazione conclusiva nel santuario di Mariazell (Austria), nel maggio del 2004. Le conferenze episcopali interessate sono: Austria, Slovenia, Slovacchia, Croazia, Bosnia, Ungheria, Polonia e Cechia.