BENI CULTURALI: MONS. BETORI, UN ANTIDOTO ALLA “MARGINALIZZAZIONE” DELLA FEDE, COMPLETATO L’INVENTARIO A NICOSIA (2)

” “L’opera di inventariazione, ha assicurato il direttore dell’Ufficio Cei, sarà completata entro la fine del 2005; finora hanno aderito al progetto 213 diocesi su 225, e la banca nazionale della Cei contiene circa 200 mila schede, collegate direttamente al terminale del comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale “Sono più di trent’anni che siamo impegnati nella lotta contro il saccheggio del nostro patrimonio culturale”, ha detto il colonnello Ugo Zottin, comandante del Comando citato, che ha sottolineato come del”museo Italia” una parte “molto rilevante” è costituita dal patrimonio della Chiesa, “in crescita negli ultimi anni”, come dimostra ad esempio la crescente presenza di musei diocesani nel territorio. 95.000 chiese, pale d’altare, arredi sacri, suppellettili liturgiche, un immenso patrimonio librario: questi alcuni dati citati da Zottin sui beni culturali ecclesiastici, “minacciati dalla media di un furto al giorno”. La banca dati dei carabinieri, ha reso noto il colonnello, contiene quasi 2 milioni di oggetti rubati, di cui solo poco più di 200 mila “fotografati” i catalogati: di qui l’importanza del lavoro di inventariazione informatica, che grazie al collegamento “on line” costante tra Cei e l’Arma “consente di risalire in tempo reale alla provenienza dei reperti trafugati”. 41.200 opere provenienti da 81 diocesi: questi i “numeri” di “Beweb”,il sito Internet della Cei (www.chiesacattolica.it/beweb) attivo da poco più di un anno, in cui è contenuta una parte dei “tesori” artistici della Chiesa: attualmente, 5.000 schede sono della diocesi di Nicosia, la prima in Italia ad aver completato l’opera di inventariazione. “In questi anni – ha detto il vescovo , mons.Salvatore Pappardo, ripercorrendo il cammino della diocesi siciliana – è cresciuta la sensibilità ecclesiale verso i beni culturali: ora ci auguriamo che l’inventario diventi uno strumento di azione pastorale, nella catechesi, nella pastorale della cultura, nella religiosità popolare, per far crescere ilsenso di appartenenza alla Chiesa locale”.
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