” “Vicinanza e solidarietà spirituale con “le Chiese nella tormenta”, quelle che vivono cioè in Paesi dove la libertà religiosa non può essere espressa o in situazioni di conflitto, viene espressa oggi dai vescovi francesi in occasione della Festa di Ognissanti, riprendendo una antica consuetudine in cui le comunità cristiane si scrivevano lettere per sostenersi reciprocamente nelle prove. “E’ nello spirito di questa antica tradizione scrivono i vescovi francesi – che umilmente e fraternamente vogliamo dirvi una parola d’incoraggiamento, poiché la vostra testimonianza è per noi preziosa”. “Voi pagate a caro prezzo il disprezzo della libertà religiosa osservano – che è uno degli aspetti primari della libertà fondamentale di ogni persona, ossia la libertà di coscienza. Questo è tanto più doloroso quando vi trovate a dover subire opposizioni violente da parte di credenti di altre religioni”. In queste situazioni di conflitto e di persecuzione, scrivono i vescovi francesi, le “Chiese nella tormenta”, divengono “segni dell’amore che viene dal vero Dio, il Padre di Gesù Cristo, l”amico degli uomini'”. I vescovi sottolineano che “non si difende bene il Vangelo se non con i metodi del Vangelo”, vale a dire: “Nessuna motivazione religiosa può o deve giustificare la violenza devastatrice. Voi ci ricordate che bisogna ad ogni costo rifiutare questa violenza e rifiutare l’escalation di violenza, anche se questo ci costa”. La violenza, precisano, va vinta “con il dialogo, con la riflessione condivisa, con una fraternità vissuta nel quotidiano, perché crediamo nella dignità dell’uomo”. Per questo i vescovi francesi si impegnano a “mantenere, tra di noi e dovunque ci è possibile, rispetto e convivenza tra uomini e popoli”. Molti conflitti, aggiungono, “hanno una risonanza internazionale”. “Da parte nostra concludono – non mancheremo di agire per far conoscere e se Dio vuole, alleviare le vostre prove, per portarvi conforto” e preghiere.
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