TERREMOTO IN SICILIA: MONS. S.GRISTINA (ARCIVESCOVO DI CATANIA): “ORA EVITARE UN NUOVO BELICE”

“Spero che le persone possano essere messe in grado di rientrare nelle loro abitazioni al più presto, almeno in quelle in buono stato. Le tendopoli che si stanno attrezzando non possono e non devono essere una soluzione a lungo termine. Bisogna evitare un nuovo Belice”. Commenta così l’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, la scossa sismica che colpito ieri la provincia di Catania e tutta la zona intorno all’Etna, già provata dall’eruzione del vulcano. “La popolazione – ha dichiarato al Sir l’arcivescovo – sta reagendo con fortezza e serenità. Alla gente che abbiamo incontrato in queste ore abbiamo lanciato un messaggio di fiducia, speranza ed un invito a non cadere nel panico, di reagire rimboccandosi le maniche nella ricostruzione e nel prestare aiuto a chi, specialmente anziani e bambini, soffrono maggiormente questa situazione. La solidarietà non deve assolutamente mancare”. “Subito dopo la scossa – rivela il presule – ho ricevuto una telefonata di solidarietà da parte di mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei a nome di tutta la Chiesa italiana. Come Chiesa, inoltre, ci siamo subito attivati tramite la Caritas e i vari volontari per affrontare l’emergenza, di concerto con le Istituzioni e la Protezione civile”. “L’auspicio – conclude – è che le persone possano essere messe in grado di rientrare nelle loro abitazioni al più presto, almeno in quelle in buono stato. Le tendopoli che si stanno attrezzando non possono e non devono essere una soluzione a lungo termine. Bisogna evitare un nuovo Belice”.