CRISI USA-IRAQ: CIVILTÀ CATTOLICA, LA “GUERRA PREVENTIVA” PORTEREBBE ALLA “GUERRA PERMANENTE”

” “La “guerra preventiva” contro l’Iraq “non può essere accettata”, perché “terrebbe l’intero pianeta in uno stato di guerra permanente”: “altri, “e non certo gli interventi armati massicci, sono i mezzi per combattere il terrorismo”. E’ il giudizio di “Civiltà cattolica” sulla crisi Usa-Iraq, alla quale la rivista dei gesuiti dedica l’editoriale dell’ultimo numero (2 novembre). “Che gli Stati Uniti pensino di divenire guardiani della pace, minacciando di intervenire in ogni parte del mondo in cui ci sia uno Stato che prepari la guerra, sarebbe una pericolosa illusione, destinata non soltanto all’insuccesso, ma alla proliferazione di guerre senza fine”, si legge su “Civiltà cattolica”, in cui si fa notare che la guerra preventiva “non serve alla pace, ma a porre l’umanità in uno stato di guerra permanente”, ed è in “grave” contrasto con le “regole più eticamente sicure e più universalmente accettate dal diritto internazionale”. “L’estendersi del terrorismo internazionale, in una forma sinora sconosciuta”, per “Civiltà cattolica” è “un fenomeno del tutto nuovo, che va affrontato con mentalità nuova e mezzi di contrasto nuovi”. Visto che, infatti, fino ad oggi “nessuno è riuscito a far emergere elementi i prova che dimostrino un legame diretto tra il governo di Baghdad e l’attuale terrorismo internazionale”, un eventuale intervento armato conto l’Iraq potrebbe offrire “l’occasione dell’aumento, nei Paesi del Terzo mondo, delle posizioni antioccidentali, a cominciare dalle nazioni in cui è dominante la presenza dei musulmani. Non si va molto lontano dalla realtà – concludono i gesuiti – nell’ipotizzare che un eventuale intervento armato contro l’Iraq, se non motivato da molto gravi e molto chiari motivi, forse non farà cambiare bandiera, rispetto al terrorismo internazionale, a molti Stati arabi, ma accrescerà la distanza dei loro governanti rispetto ai loro cittadini”.
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