” “In un’intervista rilasciata il 5 ottobre al settimanale cattolico “Die Tagespost”, il card. Joachim Meisner arcivescovo di Colonia ha precisato i contenuti dell’omelia pronunciata durante l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale tedesca, che ha suscitato grandi reazioni tra le organizzazioni cattoliche. In essa, il cardinale auspicava il ritorno all'”incontro della persona con Cristo”, criticando “strutture, commissioni, statuti e segretariati”, che “minacciano di irrigidirsi in mera organizzazione”, con il rischio di “offuscare la fede”. Sul significato di questa sua affermazione, Meisner puntualizza che “nelle associazioni cattoliche esiste grande impegno positivo e testimonianza della fede. Tuttavia, succede anche, che esse servano da base per la diffusione di fuochi fatui. Sono sviluppi allarmanti, davanti ai quali noi vescovi non possiamo chiudere gli occhi”. Meisner, che nell’omelia si diceva preoccupato anche per la debolezza della fede di collaboratori laici all’interno della Chiesa, nell’intervista chiarisce di non aver criticato nessuno ma di aver “esposto fatti”. Riferendosi all’incarico di catechista, il cardinale, ad esempio, riconosce l’esistenza di molti educatori che “si impegnano per una testimonianza coerente sulla base di una conoscenza contraria fondata della fede”, pur evidenziando come vi siano anche esperienze, che costituiscono “purtroppo molto più di casi sporadici”: “negare questi fatti”, afferma, “significherebbe fuggire dalla realtà”. Ricordando che l’omelia era inserita nel contesto del plenum della conferenza episcopale, il cardinale dichiara: “la mia predica mirava e mira a denunciare dei problemi che riguardano noi vescovi e a chiederci come possiamo contribuire a trovare una soluzione”.